Itinerario

Una cosa che abbiamo imparato con gli anni è cercare sempre il giusto mezzo fra la nostra voglia di visitare un luogo e il tempo a disposizione: quando siamo stati per la prima volta in Vietnam eravamo ben lontani da tale maturità. Abbiamo inanellato una tale sequenza di luoghi in pochi giorni da trovarci più stanchi che appagati. È dovuto quindi passare del tempo perché potessimo apprezzare davvero questo paese, ma oggi pensiamo che sia stata una delle nostre migliori esperienze in Asia.

Arrivati a Hoi An siamo stati malmenati dal caldo soffocante pre-monsonico che, combinato con il jet lag, ha preparato un cocktail fatale. L’unica soluzione – neanche tanto male – è stata gettarsi in spiaggia dal primo minuto. Nonostante questo, abbiamo poi vagato come zombie fra lanterne e canali, fermandoci ogni cinque minuti a bere un caffè freddo o una birra gelata.

Dopo l’acclimatazione abbiamo raggiunto Hue, storica capitale del paese con una bellissima cittadella. Girare in scooter per le sue campagne e lungo i suoi fiumi, visitando i numerosi mausolei imperiali e fermandosi a mangiare gamberoni in un ristorante su palafitte, è uno dei ricordi più belli e liberi che ci siamo regalati.

Risalendo il paese siamo giunti a Phong Nha, sorprendente parco nazionale dove la geologia carsica del Vietnam ha dato luogo a un insieme incredibile di grotte. Una giornata a Tu Lan è sicuramente troppo poco: avremmo dovuto fermarci di più!

È stato poi il turno di Ninh Binh prima e di Hanoi dopo: qui il monsone era già arrivato, e solo l’umidità era superiore alla pioggia. La capitale ci ha offerto riparo nei suoi ristoranti, dove ci siamo ingozzati di phở prima di ripartire verso le montagne del Nord, prima Sapa e poi Bac Ha. Questi luoghi ci hanno regalato forse il meglio del nostro viaggio: hike fra risaie verdeggianti pronte ad essere raccolte, incontri con locali festanti a base di grappa e karaoke (per fortuna il vietnamita usa l’alfabeto latino, se no non saremmo andati lontano), giri in scooter su strade pazzesche fino al confine cinese, mercati contadini di popoli così isolati da dare per un attimo la falsa impressione di essere arrivati davvero alla fine del mondo.

Al rientro, stremati dal nostro tour de force, ci siamo resi conto che il nostro ricordo mutava lentamente da tiepido a entusiasta: nonostante la barriera linguistica e culturale, poter girare un paese così ricco e pulsante in libertà e leggerezza è stato qualcosa di magico.

Map of Vietnam del Nord