Itinerario

Il primo impatto con Delhi è difficile da scordare. Tuk tuk impazziti, truffatori alla stazione centrale, fiumane di persone, cibo ovunque: in poche ore abbiamo avuto la sensazione di dover ridefinire il nostro ingenuo concetto di “umanità”. Nelle settimane che sono seguite, il nord dell’India ci ha bombardato di luoghi, sapori e sensazioni come raramente capita. La tappa successiva è stata Agra, stracolma di turisti e delle diseguaglianze che questo porta. Nonostante questo, sarebbe inutile negare per snobismo la bellezza del Taj Mahal che emerge dalla nebbia all’alba.

Il Rajasthan vero e proprio ci ha poi offerto una sequenza di città così simili e così diverse, tanto che ci vorrebbe molto più spazio per descriverle: Jaipur, Udaipur, Bundi, Jodhpur. Simili nei nomi e nella storia, simili per il dedalo di strade trafficate che le disegna, ma ognuna con una sua architettura sontuosa, ognuna sovrastata da un forte diverso, ognuna con il suo colore – una volta bianco, una volta rosso, una volta blu. Scritto così sembrerà quasi di parlare di copie mal riuscite delle Città invisibili di Calvino, ma sono posti reali e meravigliosi, di cui è difficile non rimanere affascinati.

Ma non di sole città è fatto il Rajasthan: appena usciti, nella campagna desertica dove sfrecciano i giganteschi treni che le collegano, ci siamo imbattuti in palazzi e templi improbabili ed esaltanti, così come in luoghi inspiegabili come il pozzo del Chand Baori.

Abbiamo concluso questa esperienza a Varanasi, luogo imperdibile dove non c’è niente da vedere ma succede di tutto. Le radici della cultura induista erano lì, proprio di fronte a noi: pur avendo la certezza di non capirci niente, eravamo comunque rapiti da quelle folle assiepate lungo i ghat, da quelle enormi pire funerarie e dall’andirivieni di bramini serissimi e famiglie disparate.

L’India è certamente il luogo più impattante e sensoriale che ci sia capitato di visitare: ci è voluto del tempo per rilassarsi e potersi godere thali, naan e lassi immersi nel frastuono delle sue vie. Un’esposizione a colori, odori e rumori continua: anche se da turista si può grattare solo la superficie di una cultura - che in questo caso è davvero un mondo a sé stante - per noi è stata un’esperienza irripetibile. Ed è proprio per questo che le immagini della sua gente e dei suoi palazzi sono rimaste così vivide nella nostra memoria: speriamo davvero che anche le nostre foto possano comunicare un briciolo di tutto questo.

Map of Rajasthan