Scatti

























Itinerario
Il Marocco non è stato clemente con noi: partiti in Dicembre verso la sua parte meridionale, siamo stati accolti da un meteo imprevedibile che ha messo alla prova il nostro entusiasmo ma soprattutto la nostra voglia di sole e tepore.
La nostra prima meta è stata Essaouira, con il suo porto sferzato dal vento e dalla pioggia. Non c’è molto da fare, a parte gironzolare tra la medina e i pescherecci, fissare le onde oceaniche scuotere i frangiflutti circondati dai gabbiani e indugiare al tramonto sulla gigantesca spiaggia a guardare kite e surf. Si respira un’aria rilassata e lenta, di quelle che fanno venire voglia di fermarsi qualche giorno ad aspettare il bel tempo.
Inseguiti dalla pioggia, siamo migrati a Marrakech, tappa imprescindibile secondo i più: la città più nota del Paese ci ha lasciato però con l’amaro in bocca. Sarà stata l’alta stagione, ma la medina sembrava un gigantesco parco giochi per turisti (noi inclusi!). I vicoli erano un fiume in piena di comitive, e le lunghissime file per visitare musei e palazzi storici (a parte poche eccezioni come la medersa Ben Youssef) forse non meritano tutta questa folla.
Cercando un po’ di pace, abbiamo quindi scavalcato le montagne dell’Atlante attraverso il Tizi Tichka, per dirigerci verso le valli del deserto. La strada montana che si arrampica fino a 2500 metri è sbalorditiva ed è resa ancora più affascinante dalla neve e dallo stuolo di marocchini accorsi a giocare con slittini e pupazzi, per quella che dev’essere davvero una visione insolita. Siamo scesi nella splendida valle del Dades, dove abbiamo girovagato fra palmeti e kasbah nella zona di Skoura, per poi dirigerci nella valle del Draa fino a Zagora. Anche qui, un continuo e splendido susseguirsi di abitazioni tradizionali, rocce ondulate, colori accesi e palme da dattero a perdita d’occhio.
A Zagora siamo stati di nuovo sconfitti dalla pioggia – potremo portare sempre nel cuore l’essere quelli a cui è stato impedito di andare nel Sahara per via del brutto tempo – e abbiamo quindi riparato a Taroudant. Città non indimenticabile, ha dalla sua un’autenticità davvero particolare. Gironzolare nel souk, così come guardare una partita del Marocco in Coppa d’Africa in un bar con decine di locali è stato sufficiente a farci passare la giornata nonostante i continui temporali.
Al ritorno del bel tempo siamo finalmente riusciti a risalire l’Anti-Atlante fino a Tafraout: incastrata fra montagne granitiche dalle forme rotonde, è una piccola perla dove avremmo desiderato passare qualche giorno in più.
Siamo tornati a casa con sensazioni contrastanti. I meravigliosi panorami, fatti di kasbah, colori vividi, palmeti e montagne innevate, ci hanno certamente conquistato. D’altro canto il turismo di massa ha ormai cambiato molte città marocchine e probabilmente bisogna scegliere con più cura destinazioni e periodi per visitarlo.
